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Uschi Laar è un´arpista che va oltre l’immagine della tipica arpista angelica. Lei suona il suo strumento con un´estetica differenziata come una chitarrista classica, poco dopo il suo groove ricorda lo steeldrums caraibico e poi, con una melanconia intramontabile e pace profonda si trasforma in un cembalo.

La sua musica si intreccia con elementi del dell´oriente, ritmi dei balcani e improvvisazioni libere del Jazz. Poi ci sorprende con introduzioni dove si intrecciano le armonie e le melodie come in una filigrana e poi all´improvviso cambiano con tempi velocissimi e ritmi dispari per finire in struggenti melodie.

Uschi Laar sembra un tutt’uno con il suo strumento. È un´arpa che sa fare swing. Sentimenti profondi diventano musiche e ciò che non si può esprimere in parole, lei lo traduce in suoni.

“Süddeutsche Zeitung, 2000”